IFIGENIA, LIBERATA

LAC, Lugano Arte e cultura, Lugano
 

drammaturgia: Angela Dematté
regia: Carmelo Rifici
scena: Margherita Palli,
costumi: Margherita Baldoni
musiche: Zeno Gabaglio,
luci: JeanLuc Chanonnat



“Il razionalismo occidentale agisce al pari di un mito: ci ostiniamo a non voler vedere la catastrofe, non possiamo né vogliamo riconoscere la violenza per quello che è.” (R. Girard)

Una sala prove, attori e pubblico insieme, un regista e un drammaturgo provano ancora ad indagare il Mito degli Atridi, il sacrificio di Ifigenia, aprono domande intorno all’annosa questione: dove nasce la violenza? Come si ferma la violenza? Il mondo cesserà mai di essere violento? Che cos’è la violenza? Schiacciata dal volere paterno, contagiata dalla follia del popolo, Ifigenia sembra non poter uscire da un destino senza speranza in cui solo il sangue di un innocente può placare la violenza della folla. Non solo gli Atridi, ma tutto l’occidente ne porteranno il pesante fardello. Le parole di Atena che chiudono l’Orestea, il suo delegare agli uomini la responsabilità attraverso leggi condivise, non hanno ancora portato ad una soluzione. Ancora oggi gli uomini cedono alla violenza, non trovano altro modo per combatterla se non usandola a loro volta, sempre in nome di un padre da vendicare. E mentre il mondo sembra sempre più occupato a prendersi cura delle proprie vittime, le vittime non cessano di diminuire. Eppure c’è una parola che potrebbe fermare l’ingranaggio infernale, una parola capace di smascherare l’inganno, ma è troppo scomoda da pronunciare, troppo pericolosa per l’antico desiderio dell’uomo di sopraffare, di desiderare continuamente la roba dell’altro.

Dopo aver affrontato con originalità, nella stagione scorsa, le ossessioni di Treplev e Nina nel Gabbiano di Cechov, Carmelo Rifici sceglie un affondo nel mito come seconda produzione che nasce dalla collaborazione fra LuganoInScena, il LAC e il Piccolo. Ifigenia è solo l’inizio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine. (www.luganolac.ch)


LAC, Lugano Arte e cultura
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