Cookies management by TermsFeed Cookie Consent

IFIGENIA, LIBERATA

Angela Dematté, Carmelo Rifici

━ Anno

2017

━ Dove

Piccolo Teatro Strehler, Milano

━ Regia

Carmelo Rifici

Regia: Carmelo Rifici

Drammaturgia: Angela Dematté

Scene: Margherita Palli

Costumi: Margherita Baldoni

Maschere: Roberto Mestroni

Luci: Jean-Luc Chanonat

Video: Dimitri Statiris

Musiche: Zeno Gabaglio

 

Foto di scena: @Masiar Pasquali



Produzione: LuganoInscena, Lac, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa


Da Cechov agli Atridi.
Dopo aver affrontato con originalità, nella stagione scorsa, le ossessioni di Treplev e Nina nel Gabbiano, Carmelo Rifici sceglie un affondo nel mito come seconda produzione che nasce dalla collaborazione fra il LAC di Lugano (in cui Rifici è direttore artistico della sezione teatro) e il Piccolo (del quale dirige la Scuola di teatro).
Ifigenia è solo l’inizio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine.
Con questo lavoro, prosegue la fertile e felice collaborazione tra Rifici e Angela Demattè, drammaturga di grande profondità, con la quale il regista ha realizzato gli spettacoli Avevo un bel pallone rosso, indagine sulla figura di Margherita Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse, Officina e Chi resta, sull'elaborazione del lutto per i parenti di vittime di mafia e stragi.

«Una sala prove, attori e pubblico insieme – spiega Carmelo Rifici –.Un regista e un drammaturgo provano ancora a indagare il Mito degli Atridi, il sacrificio di Ifigenia.
Formulano domande intorno all’annosa questione: dove nasce la violenza?
come si ferma la violenza? il mondo cesserà mai di essere violento?
che cos’è la violenza?
Schiacciata dal volere paterno, contagiata dalla follia del popolo, Ifigenia sembra non poter uscire da un destino senza speranza in cui solo il sangue di un innocente può placare la violenza della folla. Non solo gli Atridi, ma tutto l’occidente ne porteranno il fardello.
Le parole di Atena che chiudono l’Orestea, il suo delegare agli uomini la responsabilità attraverso leggi condivise, non hanno ancora portato a una soluzione. Eppure c’è una parola che potrebbe fermare l’ingranaggio infernale, una parola capace di smascherare l’inganno, ma è troppo scomoda da pronunciare, troppo pericolosa per l’antico desiderio dell’uomo di sopraffare, di desiderare continuamente la roba dell’altro»." -

Dopo aver affrontato con originalità, nella stagione scorsa, le ossessioni di Treplev e Nina nel Gabbiano di Cechov, Carmelo Rifici sceglie un affondo nel mito come seconda produzione che nasce dalla collaborazione fra LuganoInScena, il LAC e il Piccolo. Ifigenia è solo l’inizio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine. 


LAC, Lugano Arte e Cultura

https://www.luganolac.ch/lac/about/produzioni/stagioni/stagione_16-17/ifigenia_liberata.html


PICCOLO TEATRO

https://www.piccoloteatro.org/it/2016-2017/ifigenia-liberata